INVESTIRE

Per diamante da investimento si intende il suo utilizzo come bene rifugio, garantito da certificazioni internazionali che ne tutelano al 100% l’investimento nel tempo.
Il diamante rispetto a un classico strumento d’investimento vi mette al riparo da shock finanziari e fiscali. È facile da monetizzare e da conservare, tenendo anche conto che la maggior parte degli istituti di credito lo accettano a garanzia di richiesta di mutuo o finanziamento.

Il bene rifugio del nuovo millennio

I diamanti sono destinati a mantenere il loro valore nel tempo proprio per la loro rarità, in quanto le società estrattive continuano a esaurire le miniere nel mondo, per cui la domanda supererà sempre l’offerta.
Lo scopo primario dell’investimento in diamanti non è quello di conseguire un arricchimento moltiplicando il capitale iniziale ma bensì di proteggerlo dalle turbolenze finanziarie e alle volte politiche, quali aumenti di tassazione sugli immobili, guardando al lungo periodo.

Perchè nessuno meglio di noi può curare i propri interessi.

DIAMANTI

Un diamante è naturale solo quando è la Terra a creare queste meraviglie.

Loxley tratta esclusivamente diamanti naturali per politica commerciale.
Il diamante naturale è sempre più raro, causa esaurimento progressivo delle miniere nel mondo, quindi sarà sempre più rivalutato nel tempo rispetto ad un diamante sintetico.
NO AL SINTETICO

Solo una parte delle pietre estratte hanno i requisiti giusti per appartenere a questa categoria. Infatti esistono due campi d’uso per i diamanti:

25/30%

DIAMANTI PER GIOIELLERIA

70/75%

USO TECNICO/INDUSTRIALE

I DIAMANTI COLORATI

Il diamante colorato, il Fancy, deve il suo colore ad atomi dispersi nella struttura chimica del carbonio; come ad esempio l’azoto, di colore giallo, oppure il boro, di colore blu, o come il ferro che, ossidandosi, danno una tonalità insolita al diamante: senza altre sostanze il diamante è trasparente.

 

Diamante rosso e rosa

 

La presenza di idrogeno nei diamanti produce sfumature viola. Tuttavia la pressione estrema a cui il diamante è sottoposto durante la sua formazione può comprimere in modo anomalo la sua struttura, creando così una pietra rossa o rosa. Il diamante rosso è il più raro di tutti i diamanti colorati. Finora, solo 20 pietre sono state certificate come diamante rosso. I diamanti rossi sono inestimabili. Nel 1987, un diamante rosso di 0,95 carati fu venduto all’asta per un milione di dollari. Nel 1996, da Christie’s, un altro diamante rosso di 0,25 carati, taglio ovale, è stato venduto per 326.800 dollari.
Il diamante rosso più famoso è il Moussaieff Red Diamond.
Anche i giacimenti di diamanti rosa sono molto rari in natura. Celebrità come Jennifer Lopez, che nel 2002 ha ricevuto un diamante rosa da 6,1 carati montato su un anello di fidanzamento, hanno contribuito alla fama di questi diamanti nel mondo intero. Possiamo trovare i più grandi giacimenti di diamanti rosa in Brasile, Australia, Russia e Africa (Tanzania).

Diamante blu

 

I diamanti puri sono incolori. Incolore significa che la pietra non assorbe le onde della luce, ma le riflette verso chi osserva il quale pertanto vede luce bianca, o ciò che l’occhio umano interpreta come incolore.
A differenza dei diamanti puri, i diamanti blu assorbono tutte le lunghezze d’onda della luce, tranne il blu. Sono alcune impurità presenti nella struttura molecolare del diamante che sono all’origine di questo assorbimento di luce. Nel caso del diamante blu, questa impurità è il boro.

Diamante verde

 

I diamanti formati milioni di anni fa possono aver subito un’irradiazione naturale che trasforma il colore in verde.
I diamanti verdi sono tra i più rari in natura in funzione dell’intensità e della purezza del colore, e i prezzi possono essere estremamente elevati.
Il colore verde è causato dall’esposizione naturale alle radiazioni del minerale di uranio.

Diamante giallo

diamante giallo - yellow diamond

 

La presenza di azoto può dare un colore giallo al diamante.
I diamanti gialli possono essere classificati in quattro livelli di colore: Fancy Light Yellow, Fancy Yellow, Fancy Intense Yellow e Fancy Vivid Yellow. Anche se il colore giallo non è desiderato in un diamante bianco, i diamanti giallo canarino sono da molto tempo riconosciuti e apprezzati dai collezionisti….più il colore giallo è intenso, più il prezzo sarà elevato.

A differenza dei diamanti bianchi, l’elemento determinante per il prezzo di questi diamanti è l’intensità del loro colore. La purezza, anche se importante, è secondaria.
Ci sono quattro denominazioni per le diverse intensità di queste pietre: Light, Fancy, Fancy Intense, e Fancy Vivid.

Il GIA (Gemological Institute of America) ha sviluppato un sistema per classificare i diamanti colorati a livello globale. Hue, Saturation, Tone e Color Distribution.

Il colore è il fattore più importante. Il colore più è intenso, più è raro e più è prezioso. Esistono pietre con un unico colore primario ma la maggior parte dei diamanti colorati hanno anche colori secondari e a volte terziari. Si contano fino a 27 colorazioni differenti.
La saturazione del colore parla della forza e della profondità del colore all’interno del diamante colorato.
La saturazione viene misurata dal livello “Fancy Light, Fancy, Fancy Intense, Fancy Vivid, Fancy Deep, Fancy Dark“.
Il tono del colore è riferito alla luminosità all’interno del diamante colorato. Il tono viene misurato insieme alla saturazione dal livello ” Faint, Very Light, Light, Fancy Light, Fancy, Fancy Intense, Fancy Vivid, Fancy Deep, Fancy Dark”.
La dispersione di colore si riferisce alla distribuzione uniforme del colore attraverso il diamante. Quando è uniforme è classificata sul certificato con il grado “Even”, quando è irregolare con “Uneven”. Il valore aumenta quanto più è uniforme.
Hue - Colore
Il colore è il fattore più importante. Il colore più è intenso, più è raro e più è prezioso. Esistono pietre con un unico colore primario ma la maggior parte dei diamanti colorati hanno anche colori secondari e a volte terziari. Si contano fino a 27 colorazioni differenti.
Saturazione
La saturazione del colore parla della forza e della profondità del colore all’interno del diamante colorato.
La saturazione viene misurata dal livello “Fancy Light, Fancy, Fancy Intense, Fancy Vivid, Fancy Deep, Fancy Dark“.
Tono
Il tono del colore è riferito alla luminosità all’interno del diamante colorato. Il tono viene misurato insieme alla saturazione dal livello ” Faint, Very Light, Light, Fancy Light, Fancy, Fancy Intense, Fancy Vivid, Fancy Deep, Fancy Dark”.
Dispersione
La dispersione di colore si riferisce alla distribuzione uniforme del colore attraverso il diamante. Quando è uniforme è classificata sul certificato con il grado “Even”, quando è irregolare con “Uneven”. Il valore aumenta quanto più è uniforme.

IL DIAMANTE SINTETICO

Rappresentano attualmente circa Il 2% del mercato globale. Ci si aspetta che entro il 2030 tale quota possa salire al 10%.
Il costo di un diamante sintetico è attualmente inferiore al naturale di circa il 30-40% ma sono previste ulteriori diminuzioni dovute ad una sempre maggiore diffusione e alla riduzione dei costi di produzione. Non esiste invece un mercato secondario per i diamanti sintetici, soprattutto perché i commercianti di diamanti attuali tendenzialmente non li trattano.

Scopri di più
Un diamante sintetico è un diamante prodotto attraverso un processo tecnologico IN LABORATORIO E NON DI NATURA GEOLOGICA COME UN DIAMANTE NATURALE.

Le proprietà del diamante sintetico dipendono dai dettagli dei processi produttivi e possono essere inferiori a quelle del diamante naturale, la durezza è mediamente inferiore, ma la conducibilità termica è mediamente superiore, di conseguenza, il diamante sintetico è ampiamente utilizzato in ambito tecnologico industriale.

Il diamante sintetico è anche conosciuto come diamante HPHT o CVD, sigle che ne definiscono il metodo produttivo: High – Pressure High – Temperature (sintesi ad elevata pressione e temperatura) e Chemical Vapor Deposition (sintesi a deposizione chimica da vapore).

La prima sintesi riproducibile venne realizzata intorno al 1953.

 

HPHT sinteticoCVD sintetico
Distribuzione dei colori non uniformeDistribuzione dei colori non uniforme
Diversi modelli di grainingNessun modello di graining
Colori insoliti di fluorescenzaColori insoliti di fluorescenza
Modelli di colore a fluorescenzaModelli di colore a fluorescenza
Fosforescenza occasionaleFosforescenza occasionale
Inclusioni di flusso metallicoPunti scuri occasionali
Nessun modello di deformazioneModelli di ceppo a bande
Possibile iscrizione sulla cinturaPossibile iscrizione sulla cintura

STORIA DEL DIAMANTE

L'origine del termine
La parola diamante deriva dal greco “damas” che significa indomabile.
Il diamante non è altro che una delle forme in cui si presenta il carbonio, che diversi milioni di anni fa, a pressioni altissime, diede luce a tale pietra.
Pietra famosa per estrema durezza e dalla composizione atomica disposta in forma geometrica a ottaedri.
I diamanti divennero noti nel 1813, grazie ad un esperimento di Humpry Davy, che concentrando i raggi del sole in un diamante grezzo ne causò la combustione, potendo così dimostrare la sua composizione chimica di carbonio.
I giacimenti di diamanti
Il Sudafrica è un importante centro di estrazione del diamante, a livello mondiale.
I diamanti furono rinvenuti per la prima volta a Kimberley, città che diede il nome alla roccia dalla quale viene estratto il diamante, cioè la kimberlite.

L’estrazione del diamante può avvenire in due tipi di giacimenti: primari e secondari.
Nei primi, si trovano nella kimberlite e vengono estratti sgretolando la pietra stessa.
Nei secondi, i diamanti si trovano in terreni alluvionali, a volte nella sabbia, nella ghiaia/terra o in fiumi.

Normalmente per estrarre 1 carato di diamanti si devono lavorare circa 4,5 tonnellate di kimberlite, mentre nei depositi alluvionali si deve setacciare circa 19 tonnellate di sabbia.